Il Centro Emofilia e Trombosi Angelo Bianchi Bonomi della Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, diretto dalla Prof.ssa Flora Peyvandi, ha avuto un ruolo di primo piano al Congresso ISTH 2026 (International Society on Thrombosis and Haemostasis), uno dei più importanti appuntamenti mondiali dedicati alla ricerca e alla cura delle malattie emorragiche e trombotiche.
Con numerosi contributi scientifici (7 presentazioni orali, 2 presentazioni nelle sezioni SSC, e 25 poster), il gruppo di ricerca milanese si è confermato tra i principali riferimenti accademici internazionali in diversi ambiti della medicina della coagulazione.
Tra i temi di maggiore rilievo spicca la malattia di von Willebrand, protagonista anche del congresso nell’anno in cui si celebra il centenario della sua scoperta. Il Centro ha presentato nuovi studi dedicati alla diagnosi, alla caratterizzazione clinica e genetica dei pazienti e alle prospettive terapeutiche, confermando la propria leadership scientifica in questo settore.
Importante anche il contributo nell’ambito della terapia genica per l’emofilia, con lavori dedicati all’implementazione dei percorsi assistenziali, al follow-up a lungo termine e agli standard di cura. Un’attività che riflette il ruolo internazionale della Prof.ssa Flora Peyvandi, coordinatrice del Gene Therapy Working Group della Scientific and Standardization Committee (SSC) dell’ISTH, recentemente autore di un documento di riferimento per l’assistenza ai pazienti candidati alla terapia genica.
Il Centro ha inoltre presentato nuovi risultati sulle malattie emorragiche rare, grazie ai dati provenienti da registri internazionali e collaborazioni multicentriche che da anni vedono Milano tra i principali centri di riferimento a livello mondiale.
Accanto alle malattie emorragiche, il congresso ha visto una significativa partecipazione del gruppo anche nel campo della trombosi. Diversi lavori hanno approfondito le microangiopatie trombotiche, con particolare attenzione alla porpora trombotica trombocitopenica (TTP), patologia nella quale il Centro rappresenta uno dei maggiori punti di riferimento internazionali per ricerca clinica e laboratoristica. Altri contributi hanno riguardato le trombosi rare e il deficit di plasminogeno (PLG deficiency), rara malattia genetica che può determinare importanti manifestazioni cliniche e per la quale il Centro è impegnato nello sviluppo di nuove conoscenze diagnostiche e terapeutiche.
Un ulteriore punto di forza è stato rappresentato dalla ricerca traslazionale e dalla diagnostica di laboratorio, con studi dedicati ai test della coagulazione, ai meccanismi delle malattie emorragiche e trombotiche e all’applicazione di metodiche innovative per migliorare la diagnosi e la gestione dei pazienti.
Oltre ai risultati scientifici, la Prof.ssa Flora Peyvandi è stata protagonista del congresso anche per il suo ruolo istituzionale all’interno dell’ISTH. Recentemente eletta Presidente dell’Annual Congress Planning Committee per il Congresso ISTH 2028, continuerà a contribuire allo sviluppo del programma scientifico della più importante società internazionale dedicata alla trombosi e all’emostasi, confermando il riconoscimento internazionale del lavoro svolto dal Centro Angelo Bianchi Bonomi.
La partecipazione a ISTH 2026 conferma ancora una volta il ruolo del Centro Angelo Bianchi Bonomi come uno dei più autorevoli poli di ricerca e assistenza a livello internazionale nel campo delle malattie della coagulazione, grazie a un’attività che integra ricerca di base, innovazione diagnostica, studi clinici e sviluppo di linee guida internazionali a beneficio dei pazienti.
ISTH è stato inoltre un’importante occasione di incontro e di crescita professionale: oltre alla presentazione dei risultati scientifici, il congresso ha favorito il confronto con colleghi provenienti da tutto il mondo, la nascita di nuove collaborazioni e il consolidamento di reti di ricerca internazionali. Come sempre, non sono mancati i momenti conviviali e informali che hanno accompagnato le giornate congressuali, rafforzando lo spirito di squadra e le relazioni che sono alla base di una comunità scientifica dinamica e aperta al confronto.
Un sentito ringraziamento va a tutto il personale medico, ricercatori/trici, biologhe/i, e professioniste/i del Centro che, con il loro lavoro quotidiano e il loro contributo scientifico, hanno reso possibile questo importante risultato, rappresentando con competenza e passione il nostro Centro sulla scena internazionale.