Laurea in fisioterapia.
Mi piaceva l’idea di avere un impatto sulla vita delle persone, e di poter vedere in poco tempo gli effetti del mio lavoro.
Mi occupo dei check-up dei pazienti emofilici e con altre diagnosi in ambito emorragico; lavoro, inoltre, nell’ambulatorio fisioterapico e collaboro con le mie colleghe nella creazione di progetti diversi (come Nordic Walking e, a breve Tai-Chi), rivolti alle persone afferenti al centro.
Ho iniziato al CET per il mio progetto di tesi, e da allora non me ne sono più andata. Mi piace far parte di una squadra e lavorare in sinergia per il bene dei nostri pazienti.
Prevenzione, educazione, gestione del dolore e qualità della vita direi.
Il contatto con i pazienti, senza dubbio.
Sfidante.
Credo li aiuti nel sentirsi accolti, mentre li aiutiamo nella gestione del dolore e cerchiamo di migliorare la loro qualità di vita.
Spero come una persona proattiva, disponibile e organizzata. Temo non puntuale però.
Caotica, energica, sorridente.
Senza nomi non è divertente!
Di non farsi inibire, e di chiederci tutti i dubbi che hanno: siamo qui per questo.
Leggere e fare sport (per mangiare poi!).
Pensieri sul futuro.
Intermezzo, di Sally Rooney (gran bel libro).
Invidia tossica.
Stima.
Into the wild.
Futura (Lucio Dalla), Rimmel (Francesco De Gregori).
Maroon (Taylor Swift).
“Ma ti pare?”
La mia rete sociale.
Totalmente diversa, ma non so ancora come.
Vedere i cambiamenti che abbiamo fatto dal 2017 ad oggi, e quanto ancora possiamo migliorare.