Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico.
Mi ha sempre affascinato tutto quello che c’è alla base del funzionamento del corpo umano.
Mi occupo, in particolare, dello studio e della diagnosi della Malattia di von Willebrand.
Ho avuto l’opportunità di svolgere la tesi presso il laboratorio di Diagnosi della Malattia di von Willebrand e dopo la tesi ho avuto la possibilità di approfondire quello che avevo imparato continuando a lavorare presso il Centro.
La precisione e la capacità di organizzazione.
Sapere che il mio lavoro aiuta a ottenere risultati utili per la salute dei pazienti e per la scienza, è sicuramente una grande soddisfazione.
La precisione. In laboratorio, ogni dosaggio richiede la massima attenzione dall’inizio alla fine del processo. Infatti, la qualità del risultato finale dipende anche dalla cura con cui viene svolta l’analisi.
Anche se il mio lavoro non mi mette in contatto diretto con i pazienti, mi sento comunque partecipe del loro percorso di cura. Sapere che le analisi vengono svolte con attenzione penso possa essere per loro rassicurante. Inoltre, ogni dosaggio fornisce informazioni importanti che supporta i medici nelle decisioni terapeutiche.
Credo che i miei colleghi e le mie colleghe mi descriverebbero come una persona affidabile e precisa, ma anche una persona adattabile, capace di mantenere un clima sereno in laboratorio.
Empatica, disponibile e scrupolosa.
Tempo fa una collega mentre stava aprendo uno dei freezer -80°C ha forzato un po’ troppo la maniglia di metallo che le è rimasta in mano… da quel momento è stata soprannominata “Superwoman”.
Ai pazienti direi di affidarsi con serenità agli ottimi professionisti che lavorano qui, mentre ai nuovi colleghi direi che con impegno e passione questo posto può diventare, com’è stato per me, un ambiente dove crescere sia dal punto di vista umano che professionale.
Mi piace soprattutto viaggiare che è la cosa che più mi fa staccare dalla routine quotidiana.
Quando ho delle preoccupazioni, faccio fatica ad addormentarmi.
La verità sul caso Harry Quebert (Joel Dicker)
L’invidia, perché porta inutilmente a guardare gli altri invece di concentrarsi su se stessi.
L’amore.
Interstellar.
Difficile sceglierne una, me ne piacciono tante.
Bette Davis Eyes (Kim Carnes).
“Grazie”
Le relazioni, credo che avere legami forti e sinceri ci aiuti ad affrontare le difficoltà con maggiore serenità.
Tra dieci anni mi vedo come una persona che ha acquisito una solida esperienza nel suo campo e spero di essere cresciuta non solo professionalmente, ma anche personalmente.
Sapere di far parte di una realtà che è un punto di riferimento a livello nazionale e internazionale, sapere che ogni giorno il mio lavoro ha un impatto sulla qualità dei risultati e far parte di un Team che lavora con dedizione per garantire il massimo supporto ai pazienti, sono sicuramente tutti motivi di grande orgoglio.